Contributi INPS 2026

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Contributi INPS 2026: cosa cambia per artigiani e commercianti. Aliquote confermate, ma cresce il minimale: aumenta il costo previdenziale per autonomi e PMI

Il 2026 si apre nel segno della continuità normativa, ma anche di un lieve aumento del carico contributivo per artigiani e commercianti. Con la nuova circolare annuale, l’INPS ha definito importi, aliquote e scadenze dei versamenti previdenziali dovuti dagli iscritti alle gestioni autonome, confermando l’impianto generale degli ultimi anni ma aggiornando i valori alla luce dell’andamento inflattivo e dell’adeguamento ISTAT.

Il dato centrale riguarda il reddito minimale, che sale a 18.808 euro annui. È una soglia cruciale perché rappresenta la base contributiva obbligatoria: anche in presenza di redditi inferiori — o addirittura in assenza di fatturato — i titolari di attività devono comunque versare i contributi calcolati su questo livello minimo.

Aliquote stabili, ma differenziate tra artigiani e commercianti

Dal punto di vista percentuale non si registrano variazioni. L’aliquota previdenziale resta fissata al 24% per gli artigiani, mentre per i commercianti si attesta al 24,48%, includendo la quota aggiuntiva destinata al finanziamento dell’indennizzo per cessazione dell’attività commerciale. A entrambe le categorie si aggiunge inoltre il contributo fisso per maternità, pari a 0,62 euro mensili.

La stabilità delle aliquote non impedisce però un incremento della spesa complessiva: l’aumento del minimale determina infatti un adeguamento automatico dei contributi fissi annui.

Quanto si paga nel 2026

Sul nuovo minimale, i contributi obbligatori raggiungono:

  • 4.521,36 euro annui per gli artigiani

  • 4.611,64 euro annui per i commercianti

Importi suddivisi in quattro rate trimestrali tramite modello F24, indipendentemente dall’andamento economico dell’attività.

Oltre la soglia di 18.808 euro, entra in gioco la contribuzione variabile: il reddito eccedente viene assoggettato alle stesse aliquote fino a 56.224 euro. Superato questo livello, è previsto un incremento di un punto percentuale, portando le aliquote al 25% per gli artigiani e al 25,48% per i commercianti.

Massimali e agevolazioni

Resta confermato anche il sistema dei massimali contributivi: oltre determinate soglie di reddito non sono dovuti ulteriori versamenti previdenziali. Parallelamente, continua a essere prevista una riduzione del 50% dei contributi per gli imprenditori over 65 già pensionati presso le gestioni INPS, misura pensata per favorire la prosecuzione dell’attività economica.

Un segnale per il lavoro autonomo

Nel complesso, il quadro 2026 evidenzia un sistema previdenziale sostanzialmente stabile nelle regole ma progressivamente più oneroso nei valori assoluti. L’adeguamento del minimale, legato all’inflazione, riflette l’evoluzione macroeconomica ma incide direttamente sulla liquidità di microimprese e lavoratori autonomi, soprattutto nelle fasi iniziali dell’attività o nei periodi di mercato più complessi.

Per artigiani e commercianti — colonne portanti del tessuto produttivo italiano — la gestione previdenziale continua dunque a rappresentare una voce strutturale di costo, sempre più centrale nelle strategie di sostenibilità economica delle piccole imprese.

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La Redazione

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