Dai percorsi strutturati per imprese e start up alla rigenerazione dell’ex Lanificio Borbonico di Napoli, Davide Bussetti racconta la visione di Lanificio Digitale, fondata su un’innovazione scalabile che mantiene la centralità della persona
Lanificio Digitale nasce come hub dedicato all’innovazione collaborativa, da una consapevolezza precisa: nessuna azienda oggi può crescere da sola. In un contesto in cui tecnologie, mercati e competenze evolvono rapidamente, i modelli chiusi risultano inefficaci. Per Bussetti non si tratta di uno slogan, ma di un metodo operativo capace di trasformare le idee in processi strutturati e continui.
Lanificio Digitale si definisce Open Innovation Hub. In che modo questo approccio genera valore concreto per imprese di dimensioni diverse?
«Viviamo in un’epoca di complessità crescente, in cui tecnologia e mercati cambiano a una velocità tale da rendere superati i modelli autosufficienti. Per noi open innovation significa costruire programmi in cui imprese, talenti, partner tecnologici e territori collaborano in modo strutturato. Nella pratica accompagniamo le organizzazioni lungo tutta la filiera dell’innovazione: dall’intuizione strategica alla costruzione del prodotto digitale, fino alla scalabilità. Attraverso la piattaforma Q01 e il Metodo PLAN – Platform, Location, Academy, Network – ogni progetto viene inserito in un ecosistema che riduce il rischio, accelera l’execution e crea valore condiviso. Le aziende più mature trovano un modo per innovare senza appesantire la struttura interna, quelle in crescita trovano fondamenta solide su cui costruire. In entrambi i casi, l’obiettivo è trasformare l’innovazione in un processo sostenibile, non episodico».
Con Innovation Bundle e Start up Bundle proponete percorsi che uniscono strategia e architettura tecnologica. Quali esigenze intercettate oggi nelle imprese?
«Molte aziende hanno visione e volontà di innovare, ma faticano a tradurle in architetture scalabili e modelli coerenti. Spesso si parte da MVP non progettati per crescere, si accumula debito tecnico e si disperdono risorse. Innovation Bundle accompagna nuove linee di business o spin off interni con un percorso integrato di strategia, sperimentazione e sviluppo su infrastruttura cloud native enterprise ready. Start up Bundle sostiene imprenditori e team nella costruzione di piattaforme digitali fin dal primo giorno, evitando rework strutturali nelle fasi successive.
La sostenibilità deriva da tre fattori: governance chiara, infrastruttura tecnologica solida ed ecosistema di competenze attivabile in modo flessibile. Non è consulenza tradizionale, ma costruzione condivisa. Questo rende il modello replicabile e adattabile a diversi livelli di maturità aziendale».
Lanificio Digitale è anche un progetto di rigenerazione urbana nell’ex Lanificio Borbonico di Napoli. Quale ruolo può avere un hub come il vostro per il territorio?

«Abbiamo scelto di radicarci nell’ex Lanificio Borbonico perché crediamo che i luoghi abbiano un valore simbolico e operativo. Rigenerare uno spazio storico significa rigenerare relazioni ed energie.
In un’epoca in cui l’innovazione rischia di diventare solo tecnologia, vogliamo affermare un principio: la tecnologia è uno strumento, non il fine. Mettiamo l’uomo al centro. Lo abbiamo fatto fin dall’evento inaugurale di New Fluxus, curato dalla Dott.ssa Simona Zamparelli, che ha introdotto il concetto di “Happy Building”: un modo di lavorare che integra dimensione cognitiva, sensoriale e relazionale.
Un hub come il nostro rafforza l’ecosistema campano non solo offrendo infrastruttura tecnologica, ma creando un ambiente in cui imprese, università, professionisti e giovani talenti collaborano. Il vero vantaggio competitivo dei territori non è solo nei finanziamenti, ma nella capacità di costruire comunità competenti e connesse. Se l’innovazione deve avere un futuro, deve essere insieme tecnologica e umana. È su questo equilibrio che stiamo lavorando».




