Il MANN che guarda al futuro

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Con Francesco Sirano, Direttore Generale del MANN, approfondiamo il ruolo del Museo tra economia, turismo e territorio: dai 550mila visitatori annui all’indotto per la città, fino ai nuovi progetti culturali come il MANN 2 e il restyling delle sezioni

Con un patrimonio tra i più ricchi d’Europa – dalle collezioni Farnese e Borbone ai reperti vesuviani, fino alla Sezione Egizia – il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) si conferma tra i principali attrattori culturali del Mezzogiorno. Ne abbiamo parlato con il Direttore Generale Francesco Sirano, approfondendone la vocazione culturale e turistica.

Come principale attrattore culturale del Mezzogiorno, quali ricadute economiche genera oggi il MANN su Napoli e la Campania?

«Il Museo Archeologico Nazionale ha registrato, nell’ultimo biennio, circa 550mila visitatori annui, ritagliandosi un ruolo sempre più rilevante nei flussi turistici della città. Il numero dei biglietti venduti online, con prenotazioni effettuate con largo anticipo, e la composizione internazionale dei visitatori confermano la consolidata fisionomia di attrattore del nostro istituto. La frequentazione del Museo genera ricavi diretti e indiretti attraverso biglietti e royalties, oltre a un indotto costituito dalle strutture turistico-ricettive dell’area e dalla commercializzazione di prodotti ispirati alle opere del MANN, come la linea di cravatte e foulard della Maison Cilento e il vino delle cantine Di Meo. Sarebbe importante disporre di studi, anche attraverso la tassa di soggiorno, che confrontino numero e frequenza dei B&B nell’area con quelli di altre zone di Napoli, potenziando al contempo la filiera delle industrie culturali e creative. Altro aspetto meritevole di attenzione è la convegnistica che utilizza il MANN per incontri ed eventi corporate, un settore anch’esso ampiamente potenziabile».

In un momento di forte crescita turistica per Napoli, che ruolo svolge il MANN nella valorizzazione della città e nella destagionalizzazione dei flussi turistici?

«Valorizzare il patrimonio culturale di Napoli significa giocare in squadra, nell’ottica di una proposta turistica integrata; il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, radicato nel cuore del centro storico, rappresenta una tappa fondamentale per scoprire il capoluogo campano. Il Museo partecipa a iniziative cittadine come il Maggio dei monumenti e promuove la propria attività attraverso eventi e mostre temporanee. La nostra offerta culturale si rivolge a cittadini, turisti e visitatori occasionali e si basa anche su strumenti come l’abbonamento annuale OpenMANN, pensato per incentivare visite ripetute durante tutto l’anno, anche fuori stagione. L’obiettivo è superare una fruizione “mordi e fuggi” del patrimonio culturale, rivolgendosi sia ai napoletani sia ai turisti».

Quali progetti mette in campo il MANN per attrarre nuovi pubblici e consolidare Napoli come meta culturale internazionale?

«Il MANN è un museo dinamico, in continuo cambiamento: lavoriamo ai riallestimenti museali (di recente, la sezione Numismatica e, a breve, la Villa dei Papiri), ai grandi restauri, come quello del Mosaico di Alessandro, al recupero dei livelli sotterranei con nuovi servizi e sale espositive nelle “Cavaiole”, e alla realizzazione del MANN 2 presso l’Albergo dei Poveri, in sinergia con il Dipartimento per la Tutela, la Direzione Generale Musei del Ministero e il Comune di Napoli. Il MANN 2 permetterà di valorizzare i tesori dei depositi e potrà diventare la casa dei musei campani che necessitano di una vetrina. Puntiamo, inoltre, sulle nuove tecnologie per rendere il patrimonio accessibile anche a utenti distanti, nella prospettiva di una maggiore condivisione di dati e conoscenze. Alla progettualità strutturale affianchiamo mostre ed eventi: tra pochi giorni prenderà il via il Piano di Valorizzazione che, fino ai primi di ottobre, animerà i giovedì sera del Museo con performance, living art e interventi musicali».

Per valorizzare il patrimonio culturale e la crescita di Napoli e della Campania, quali sinergie tra istituzioni, operatori turistici e imprese ritiene strategiche?

«Le sinergie interistituzionali, che coinvolgono gli istituti del Ministero della Cultura e gli enti territoriali, come il Comune di Napoli e la Regione Campania, sono la base per una politica integrata di marketing culturale. Se il milieu delle istituzioni pubbliche si configura come punto di partenza, è necessario anche avviare un dialogo sempre più attivo con l’imprenditoria e il terzo settore: nel 2026 il Museo ha promosso tre avvisi pubblici per attivare partenariati destinati a diffondere l’attività del MANN sulle reti del trasporto pubblico locale e raccogliere progetti di eventi da programmare negli spazi museali. Resta centrale lavorare in armonia con interlocutori diversi che cooperano alla valorizzazione del Museo. Il nostro Istituto è dotato anche di un Advisory Board, composto da professionisti locali che, senza gettone, selezionano progetti del MANN per individuare eventuali mecenati e sponsor, ampliando la rete di collaborazioni

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Immagine di Gabriele Caruso
Gabriele Caruso
Gabriele Caruso è giornalista pubblicista, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Si occupa di approfondimenti e contenuti informativi, con un’attenzione particolare all’analisi dei fenomeni sociali ed economici.

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