Tra investimenti da 200 milioni e nuove rotte intercontinentali, GESAC punta su sostenibilità e sinergia con il territorio per fare degli scali di Napoli e Salerno i motori dello sviluppo campano. Ne abbiamo parlato con l’AD, Roberto Barbieri
L’aeroporto rappresenta sempre più un’infrastruttura strategica per lo sviluppo dei territori. Qual è oggi il ruolo dello scalo di Napoli nel rafforzare l’attrattività turistica e culturale della Campania?
«Gli scali di Napoli e Salerno svolgono oggi un ruolo strategico nel rafforzare l’attrattività della Campania, non solo come infrastrutture di accesso al territorio, ma come leve di sviluppo, connessione e promozione internazionale. GESAC affianca da sempre alla crescita del network aeroportuale un’intensa attività di marketing territoriale, valorizzando la Campania presso compagnie aeree, operatori internazionali e nuovi mercati. Spesso in collaborazione con stakeholder istituzionali, realizziamo campagne di comunicazione, co-marketing, press trip e progetti con travel influencer per sostenere nuove rotte e rafforzare il posizionamento internazionale della regione, valorizzandola come destinazione unica per patrimonio culturale, paesaggistico ed esperienziale».
Negli ultimi anni il turismo è cambiato profondamente, con una crescente attenzione all’esperienza e alla qualità dei flussi. Come si sta evolvendo la gestione dei collegamenti e dei servizi aeroportuali per rispondere a queste nuove esigenze?

«Il turismo è cambiato rapidamente: cresce una domanda più orientata a esperienze autentiche, sostenibilità e qualità del viaggio, un segmento in cui la Campania presenta ampi margini di sviluppo. In questo scenario, l’aeroporto di Napoli si conferma strategico: nel 2025 ha raggiunto 13,3 milioni di passeggeri, con una forte prevalenza di traffico internazionale, collegando fino a 125 destinazioni in 40 Paesi.
Per rispondere alle nuove esigenze del turismo, stiamo agendo su tre direttrici: potenziamento della connettività, miglioramento dell’esperienza di viaggio e sostenibilità. L’attuale piano di investimenti da circa 200 milioni di euro prevede un secondo terminal dedicato ai voli extra-Schengen, un albergo e spazi destinati ad attività sociali e culturali, con l’obiettivo di elevare la qualità complessiva dell’offerta e innescare una rigenerazione urbana. L’obiettivo è perseguire una crescita qualitativa, migliorando infrastrutture, servizi, sostenibilità e connettività intercontinentale».
Il rapporto tra aeroporto e territorio è sempre più stretto. In che modo collaborate con istituzioni e operatori locali per valorizzare l’offerta culturale e turistica della regione?
«La crescita aeroportuale ha valore solo se produce benefici diffusi sul territorio. Per questo lavoriamo in stretta sinergia con istituzioni, operatori turistici e realtà culturali. Con il Comune di Napoli, stiamo portando avanti il piano d’investimenti da 200 milioni per accompagnare la crescita di un aeroporto al servizio di una città sempre più internazionale e moderna. Fondamentale è anche il sostegno della Regione Campania, in particolare per accompagnare lo sviluppo dello scalo di Salerno, sia sul piano delle infrastrutture di accesso sia attraverso misure di competitività – come l’abolizione dell’addizionale comunale – che favoriscano l’apertura di nuove rotte e il consolidamento dei collegamenti. Per noi, però, valorizzare il territorio significa anche investire direttamente nelle comunità locali. Nei quartieri della VII Municipalità di Napoli, limitrofi all’aeroporto, promuoviamo progetti socio-culturali in collaborazione con partner di eccellenza: dai laboratori di scrittura creativa con lo scrittore Maurizio de Giovanni, alla riqualificazione di spazi sportivi con Napoli Basket, fino ai percorsi teatrali con il Teatro Stabile di Napoli e ai laboratori artistici con il museo Madre.
Anche a Salerno si sta consolidando un modello di cooperazione virtuosa grazie al ruolo attivo della Camera di Commercio di Salerno, che ha investito in innovative strategie di destination marketing e promosso un bando rivolto alle compagnie aeree per incentivare nuove destinazioni. In sintesi, il nostro obiettivo è chiaro: fare dell’aeroporto non solo una porta di accesso, ma una piattaforma di sviluppo condiviso, capace di connettere mobilità, cultura, turismo, inclusione sociale e crescita economica in una visione comune con le istituzioni».
Guardando al futuro, quali sono le principali sfide e opportunità per un aeroporto come quello di Napoli in un contesto internazionale sempre più competitivo?
«Guardando al futuro dell’aeroporto di Napoli, la principale sfida è crescere qualitativamente, rafforzando la componente intercontinentale e la qualità dei servizi. Oggi disponiamo già di un sistema di collegamenti rilevante verso il Nord America, con voli diretti per Atlanta, Chicago, Montréal, New York e Philadelphia. Il prossimo obiettivo è aprire nuovi mercati, in particolare in Cina, con ricadute rilevanti su business, turismo e commercio. Parallelamente, la complementarità tra Napoli e Salerno rappresenta una grande opportunità: un sistema coordinato, con infrastrutture moderne e servizi distintivi, capace di aumentare la competitività internazionale della Campania».




